• Aumento bilirubina: le terapie per abbassarla

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    Aumento bilirubina: come intervenire

    Quando si evidenzia dall’esame del sangue un aumento dei valori della bilirubina si tratta di un sintomo da ricondurre a diversi fattori di tipo patologico: l’iperbilirubinemia è infatti una diretta conseguenza di alcune malattie, per lo più ascrivibili a diverse forme di anemia o anche a disfunzioni a livello epatico, quali patologie del fegato e delle vie biliari. Solo dopo essere risaliti alla vera eziologia che determina l’innalzamento del livello di bilirubina è possibile intervenire con la terapia più adeguata che ha lo scopo di abbassare i valori della bilirubina alta per farli rientrare nel range di normalità. Il trattamento contro l’iperbilirubinemia consiste nel curare la patologia di cui rappresenta il campanello di allarme. Quando l’aumento dei valori della bilirubina totale non è causata da patologie, allora per ridurre la bilirubina che può essere causata da condizioni fisiologiche è necessario adottare degli accorgimenti di tipo pratico. Per ridurre l’iperbilirubinemia si consiglia di eliminare le fonti di stress; per ridurre i valori della bilirubina è inoltre opportuno evitare di consumare alcol; è opportuno anche sospendere eventuali attività fisiche. Maggiori notizie si trovano su Bilirubina totale alta: le condizione che la favoriscono. Continue reading

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  • Bilirubina valori normali: i fattori che influenzano la misurazione

    Bilirubina valori normali e possibili disfunzioni

    Attraverso il processo di degradazione dei globuli rossi al termine del loro ciclo di vita, si produce il pigmento biliare della bilirubina i cui valori normali per quanto riguarda la forma totale devono risultare compresi tra 0,2 e 1,1 mg/dL. La bilirubina totale è rappresentata dalla somma della frazione diretta o coniugata e della forma indiretta o non coniugata, quando la misurazione della somma delle due frazioni si attesta su dei valori normali allora il soggetto è in buone condizioni, se invece si riscontrano delle alterazioni nei livelli si può prevedere un aumento dell’emolisi, ma possono anche intervenire delle disfunzioni a livello delle escrezione delle vie epatiche. Si prescrive l’analisi del sangue per rilevare la presenza di anomalie a livello epatico o ematico in questo modo si può giungere alla formulazione di diagnosi di diverse malattie da ricondurre all’eccessiva distruzione dei globuli rossi o all’alterazione del funzionamento del fegato e della bile. Altre notizie sull’argomento si trovano su Valori bilirubina: il range di riferimento.

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  • Glicemia bassa sintomi e cause: quadro clinico

    Glicemia bassa sintomi e cause: come si manifestano

    L’ipoglicemia rivela una riduzione dei livelli di glucosio presenti nel sangue rispetto ai valori normali di riferimento, in tal caso il tasso di glucosio è più basso di 60/70 mg/dl. In caso di glicemia bassa si delineano sintomi e cause differenti, per quanto riguarda infatti le manifestazioni che segnalano la condizione di ipoglicemia nel soggetto si verificano: pallore, sudorazione, vista offuscata, svenimento, tremore, capogiri, nervosismo, tachicardia, cambiamenti dell’umore, fame improvvisa, senso di stanchezza, nausea, dolore allo stomaco. A causa dell’abbassamento dei valori di glucosio nel sangue il sistema nervoso ne risente in maniera evidente palesando diversi disturbi quali: mal di testa, disorientamento, indebolimento, confusione, intorpidimento delle labbra e della lingua, problemi di parola, amnesia, e nei casi più gravi può manifestarsi un attacco improvviso di  convulsioni. Talvolta però la glicemia bassa, comporta solo alcuni di questi sintomi, non sono poi rari i casi in cui invece l’ipoglicemia non provoca alcun sintomo nel soggetto. Maggiori informazioni si trovano su Dieta per glicemia alta: come mantenere basso l’indice glicemico.

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  • Valori bilirubina neonato: itterizia fisiologica e patologica

    Valori bilirubina neonato

    Un aumento dei valori bilirubina nel neonato determina un suo accumulo nel tessuto sottocutaneo, l’itterizia poi si evidenzia anche nella colorazione delle sclere oculari che si tingono di giallo, questa condizione è più frequente tra i neonati pretermine rispetto a quelli nati a termine. Di solito la bilirubina prodotta dal processo di degradazione dei globuli rossi nel feto viene eliminata tramite la placenta nel circolo materno, se ciò avviene non sorge l’ittero nei neonati. L’itterizia è determinata invece da un accumulo di bilirubina indiretta e dall’incapacità degli enzimi epatici di processarla. La manifestazione dell’ittero dipende dagli stessi valori dell’iperbilirubinemia, se si evidenzia un accumulo del pigmento biliare l’albumina non è capace a legarla tutta la bilirubina, in questo modo essa passa la barriera ematoencefalica concentrandosi nell’encefalo. Un innalzamento dei valori della bilirubina nel neonato generalmente non provoca conseguenze gravi a livello patologico, si parla quindi di ittero fisiologico dovuto ad una condizione di iperbilirubinemia della frazione indiretta. L’itterizia fisiologica nei neonati si manifesta dopo 24-48 ore dopo la nascita, con una concentrazione inferiore a 5mg /100 ml al giorno, e scompare dopo qualche giorno, mentre nei neonati pretermine sono richiesti 7-9 giorni prima di scomparire. Maggiori notizie su Metabolismo bilirubina: come viene processata dal fegato. Continue reading

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  • Metabolismo bilirubina: come viene processata dal fegato

    Metabolismo bilirubina

    La bilirubina è il prodotto del metabolismo dell’eme, rappresenta infatti il pigmento biliare derivante dal processo di distruzione dei globuli rossi che vengono degradati dai macrofagi a livello della milza: dopo la fase di degradazione l’emoglobina­ viene trasformata dapprima in biliverdina. In seguito la biliverdina entrando in contatto con gli enzimi viene trasformata in bilirubina. La bilirubina in un primo momento si trova nel sangue nella sua forma solubile, viene definita bilirubina indiretta, dove si lega ad una proteina di trasporto, ovvero l’albumina, in seguito la bilirubina giunge al fegato per essere processata, in questo modo se ne facilita l’espulsione dall’organismo. La bilirubina indiretta una volta arrivata al fegato viene dapprima captata all’interno della cellula del fegato, segue poi la fase di coniugazione, che consiste nell’unione della bilirubina con l’acido glucuronico, attraverso questo processo passa alla sua condizione idrosolubile così può essere eliminata attraverso la bile. Il metabolismo della bilirubina si articola in tappe prepatiche, intraepatiche e postepatiche. In condizioni normali la bilirubina nel sangue non deve superare il valore di 1 milligrammo per decilitro (1 mmg/dl), le due frazioni devono essere equamente suddivise: la bilirubina coniugata costituisce il 20% di quella presente nel corpo, mentre la bilirubina non coniugata rappresenta invece il 70%. Maggiori notizie si trovano su Bilirubina alta: definizione e diagnosi. Continue reading

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  • Bilirubina non coniugata come viene rilevata negli esami di laboratorio

    Bilirubina non coniugata: misurazione

    La bilirubina non coniugata detta anche indiretta indica la condizione del pigmento biliare prima di giungere al fegato dove viene processato: la bilirubina si immette nel flusso sanguigno dove viene trasportata in circolo legandosi all’albumina, in questo modo può arrivare al fegato dove avviene il passaggio alla frazione coniugata o diretta, che rappresenta  la forma solubile del pigmento biliare, questa forma è da ascrivere al legame con l’acido glucoronico. La bilirubina nella forma non coniugata per essere rilevata negli esami di laboratorio va trattata con l’alcool, dal momento che non è capace di combinarsi direttamente con i reagenti, la misurazione della bilirubina va tenuta sotto controllo: quando si evidenzia un aumento della frazione non coniugata il soggetto è colpito da ittero emolitico, oppure da patologie a livello epatico, casi di iperbilirubinemia si verificano anche a causa di insorgenza di anemia emolitica, l’aumento dei valori di questa frazione sono dovuti anche all’incapacità del fegato di riuscire a captarla e poi eliminarla in maniera corretta. Altre notizie su Bilirubina alta cause: quali sono.

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  • Valori normali di glicemia nel diabete: l’importanza dell’autocontrollo

    Valori normali di glicemia nel diabete

    I soggetti diabetici sono consapevoli dell’importanza del monitoraggio del livello di glucosio nel sangue per rilevare se si hanno valori normali di glicemia nel diabete, ma la misurazione della glicemia è utile anche per escludere un’eventuale presenza di diabete. La glicemia è un parametro che subisce delle variazioni nell’arco della giornata, soprattutto in determinate circostanze, sono per questo motivo necessari più esami di glicemia per formulare una diagnosi certa di diabete, in particolare per controllare il livello di glicemia occorre una misurazione sia a digiuno sia dopo i pasti. Nei soggetti sani, a digiuno, la concentrazione di glucosio nel sangue oscilla tra i valori compresi tra i 60 ed i 110 mg/dl, dopo i pasti si evidenzia invece un incremento dovuto ad una maggiore produzione di glucosio esecreto dall’organismo, ma già a distanza di due ore dopo i pasti la glicemia si attesta sui dei valori normali. Quando il livello di glicemia a digiuno risulta superiore ai 126 mg/dl ed i valori post-prandiali si attestano su 199 mg/dl si evidenzia nel soggetto la presenza di diabete; ma una maggiore conferma di questa condizione è avvalorata anche da alcuni sintomi caratteristici tipici di questa patologia cronica quali: un’eccessiva sete, una repentina perdita di peso, un aumento nella produzione di urina. Maggiori notizie si trovano su Dieta per glicemia alta: come mantenere basso l’indice glicemico.

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  • Bilirubina urine: possibile manifestazione dell’itterizia

     

    Bilirubina urine in presenza di iperbilirubinemia

    In un soggetto che gode di buone condizioni di salute la bilirubina non dovrebbe essere presente in livelli troppo elevati nell’urina, ma solo in minima quantità, i suoi valori normali infatti si attestano in un range compreso tra 0,02 mg/100ml. La presenza di un livello troppo elevato di questo pigmento biliare nelle urine ne altera il colore caratteristico che si identifica con un giallo paglierino dovuto alla presenza di urobilina, ossia del composto che deriva dal catabolismo della bilirubina. Quando la bilirubina passa nelle urine esse assumono un colore rossastro tendente spesso al bruno, ricordando la colorazione tipica del marsala, e si viene anche a formare una schiuma gialla. Quando il pigmento biliare si riversa nelle urine allora il soggetto presenta la condizione di iperbilirubinemia, ovvero evidenzia degli alti livelli di bilirubina nel sangue, in quanto la bilirubina non viene smaltita normalmente dal corpo e così si accumula nei tessuti determinando la formazione dell’ittero. I casi di itterizia si associano negli adulti alla manifestazione di un colorito giallastro della cute e delle sclere oculari ed è un segnale da scrivere ad alcune condizioni patologiche che interessano  principalmente il fegato, le vie biliari oppure il sangue. Per approfondimenti si rimanda alla lettura dell’articolo Bilirubina nelle urine: a cosa attribuire l’anomalia. Continue reading

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  • Bilirubina neonati: l’insorgenza dell’ittero fisiologico

    Bilirubina neonati: l’ittero fisiologico

    L’ittero fisiologico neonatale è una condizione comune in quanto si riscontra un accumulo nel sangue della bilirubina nei neonati: la concentrazione di questo pigmento biliare si evidenza con la colorazione gialla della pelle e delle sclere oculari. Di solito l’insorgenza dell’ittero neonatale si verifica con una maggiore incidenza nei nati prematuri, ma non sono rari casi di un tasso elevato di bilirubina anche nei nati a termine: l’ittero neonatale viene causato da un accumulo di bilirubina che può essere prodotta in eccesso, oppure l’organismo può risentire di un rallentamento nel processo di smaltimento di questo pigmento biliare. In generale nei neonati l’alto livello di bilirubina è da correlare al deterioramento dei globuli rossi fetali che finiscono per appesantire il fegato che ancora non è sufficientemente maturo. L’ittero neonatale può essere determinato anche da alcuni fattori predisponenti caratteristici come: la stessa familiarità con l’ittero fisiologico, la prematurità, il diabete materno, il sesso maschile, il calo ponderale, l’aumento dei globuli rossi nel sangue, la sindrome di Down, l’uso di alcuni farmaci che favoriscono l’induzione del parto. Maggiori notizie sul tema si trovano su Bilirubina alta: definizione e diagnosi. Continue reading

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  • Bilirubina valori: esami del sangue

    Bilirubina valori anomali delle due frazioni

    Valutando le analisi del sangue alla voce bilirubina i valori emersi devono essere compresi nei livelli considerati come riferimento per essere considerati normali. Entrambe le frazioni di questo pigmento biliare, che rappresenta un prodotto di scarto sintetizzato a livello epatico dalla distruzione dell’emoglobina, svolgono un ruolo importante per l’organismo. La bilirubina diretta, formata dal fegato, penetrata nella cellula epatica dove si lega all’acido glicuronico preattivato per diventare solubile ed essere poi espulsa come materiale scarto dal rene, questa forma di bilirubina in condizioni normali e quindi di salute del rene non si riversa nel sangue ma nella bile. Invece la bilirubina indiretta è quella frazione che non è ancora stata trattata dal fegato quindi non si è coniugata con l’acido glicuronico, resta quindi nella forma insolubile questo fa si che non venga eliminata attraverso l’urina. Per approfondimenti sul tema si rimanda alla lettura dell’articolo Bilirubina alta: definizione e diagnosi.

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