Category Archives: Approfondimenti

Approfondimenti Bilirubina: quali sono le cause ed i sintomi negli adulti e nei bambini, i valori da trovare nelle urine, la forma congiunta e frazionata e tanto altro.

Cicoria azione depurativa ed altre proprietà

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Cicoria azione depurativa

Sin dall’antichità, la tradizione popolare consiglia di trattare eventuali problemi a livello epatico e della cistifellea con diversi rimedi naturali tra cui la cicoria (Chihorium intybus), che favorisce un’azione  depurativa del sangue inoltre permette di eliminare le tossine dal fegato, in più stimola la digestione e la secrezione del pancreas; i principi attivi presenti in questa pianta perenne commestibile hanno la capacità di regolare la quantità di glucosio in circolo all’interno dell’organismo ma anche di normalizzare il livello di colesterolo. La composizione di questa pianta prevede la presenza di diverse sostanze che si concentrano principalmente nella radice, si tratta di composti quali: inulina, colina, tannino, cicorina, acido cicorico, amido, protidi, sali minerali e vitamine B, C, K, P. Grazie alla presenza di una buona dose di tannino la cicoria attiva una valida azione astringente e disintossicante, a cui si aggiunge poi un valido effetto di tipo antibiotico. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Bile densa cosa implica. Continue reading

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Carcinoma dell’ampolla di Vater patogenesi

Carcinoma dell’ampolla di Vater

Il complesso ampollare può essere interessato dalla formazione di diversi tipo di tumori che in genere possono comparire nel tratto finale del coledoco, dove si ha il passaggio attraverso la parete del duodeno e la papilla di Vater da cui il nome: carcinoma dell’ampolla di Vater. In ambito clinico si parla di carcinomi della papilla di Vater in quanto la sede della neoplasia può manifestarsi nel lume, nelle pareti della componente ampollare del dotto pancreatico principale oppure della via biliare intrapancreatica, in alcuni casi invece può presentarsi nella mucosa che riveste l’orifizio papillare in duodeno. Inoltre la classificazione di tali neoplasie si basa anche sulla considerazione delle stesse caratteristiche istopatologiche  per cui si riscontra il sottotipo intestinale ed il sottotipo pancreatobiliare, che si differenziano anche per un differente esito della prognosi che si dimostra più favorevole in caso di neoplasie di tipo intestinale. In presenza di adenocarcinomi della papilla che emergono in vicinanza dello sbocco del dotto pancreatico e della via biliare principale il paziente manifesta una serie di sintomi caratteristici quali: insorgenza dell’ittero ostruttivo, disturbi digestivi di carattere generale, casi di pancreatite acuta. Per altre notizie si rimanda alla lettura dell’articolo Fegato cisti semplici: trattamento ed altre forme.

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Fegato cisti semplici: trattamento ed altre forme

Fegato cisti semplici

In alcuni casi nel fegato possono essere presenti delle vescicole contenenti del liquido e materiale solido si tratta di formazioni di cisti semplici, il cui contenuto viene prodotto dalla loro parete. A differenza delle altre tipologie di cisti epatiche, quelle semplici non devono destare eccessive preoccupazioni dal momento che si tratta di un problema piuttosto comune che si palesa in particolare tra i soggetti di età avanzata, di solito la loro presenza non causa sintomi o fastidi. Ancora non è nota l’eziologia certa della formazione di queste vescicole a livello epatico, anche se l’ipotesi più accreditata afferma che la comparsa delle cisti dipenda da alcuni problemi congeniti che provocano la morte o la degenerazione di un numero esiguo di cellule epatiche: questo porterebbe alla formazione di piccoli noduli che dilatandosi creerebbero tali formazioni. Nella maggior parte dei casi il soggetto non risente di alcuna manifestazione sintomatologica per non è necessario nessun trattamento, quando però causano dolore si fa ricorso di solito ad un intervento di tipo chirurgico che consiste nell’incisione della parete della cisti e nel drenaggio del contenuto nella cavità addominale dove viene riassorbito. Per altre notizie si rimanda alla lettura di Tumore al fegato forme e sintomi.

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Ipertensione portale: cause e sintomi

Ipertensione portale: i principali fattori eziologici

Diversi fattori eziologici possono determinare il quadro clinico dell’ipertensione portale, una condizione da ascrivere all’aumento delle resistenze al flusso ematico della vena porta, in questo caso si registra quindi un incremento della pressione nel sistema venoso portale sopra i valori considerati normali, si riscontrano valori superiori ai 6 mmHg. Le cause di questa malattia vengono classificate in base alla loro sede in: pre-epatiche, intraepatiche e post-epatiche; rientrano nelle eziologie pre-epatiche condizioni quali una trombosi ostruttiva della vena porta, la stenosi portale, casi di splenomegalia; tra le principali cause con localizzazione intra-epatica ci sono casi di cirrosi epatica; invece tra i fattori con sede post-epatica bisogna segnalare condizioni patologiche quali: ostruzioni delle vene epatiche, insufficienza cardiaca destra, pericardite. L’ipertensione portale può rimanere anche priva di una spiegazione, in tal caso quando non si risale alla causa che ha scatenato la patologia si parla di ipertensione portale idiopatica. Per altre informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Bilirubina alta cause: quali sono.

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Benefici al fegato rabarbaro: impiego

Benefici al fegato rabarbaro

Come rimedio capace di portare alcuni benefici al fegato soprattutto in caso di aumento della concentrazione di bilirubina si consiglia di assumere il rabarbaro come tisana. In ambito erboristico questa pianta perenne trova diversi impieghi visto il suo ampio spettro d’azione dovuto al gran numero di principi attivi contenuti nel rizoma quali: antrachinonici,  antranolici, glucosidici, tannini. L’uso del rabarbaro è indicato a chi ha problemi digestivi in quanto stimola la secrezione gastrica e la secrezione biliare, è utile quindi per le sue proprietà  digestive, depurative, aperitive, lassative; non bisogna dimenticare poi la sua azione antisettica efficace soprattutto contro le infezioni intestinali. Si consiglia di assumere una tisana di rabarbaro prima dei pasti per poter beneficiare di un’azione digestiva e depurativa, per cui è utile non solo allo stomaco ma anche al fegato. I principi attivi di questa pianta sono inoltre presenti sottoforma di gocce e compresse, ma indipendentemente dalla sua formulazione la pianta deve essere assunta dietro controllo medico, rispettando il giusto dosaggio per non incorrere in effetti collaterali. Maggiori notizie si trovano su Ittero asperula: le sue virtù.

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Cirrosi biliare primitiva come si manifesta

Cirrosi biliare primitiva

Nel caso di infiammazione cronica delle vie biliari intraepatiche può sorgere il quadro clinico della cirrosi biliare primitiva, si tratta di una malattia autoimmune che provoca all’inizio il ristagno della bile, in seguito a tale sintomatologia si accompagna un danno a livello epatico che interessa il fegato determinando così la comparsa della cirrosi. Visto il decorso della patologia si fa riferimento alla cirrosi biliare primitiva anche con la definizione di colangite cronica non suppurativa. Al momento non è nota la precisa eziologia della patologia, anche se si è accertato che alla base di tale disturbo ci siano dei fattori genetici connessi ad una disfunzione del sistema immunitario, è stato infatti rilevato il ruolo dell’interleuchina 12 nel mediare il danno infiammatorio delle vie biliari; a questi fattori genetici sembrano poi associarsi delle condizioni ambientali rilevanti che contribuiscono a delineare il quadro clinico della patologia. Per altre informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Malattie autoimmuni del fegato: patogenesi ed eziologia.

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Fumo fegato: quali danni può causare

Fumo fegato

Il fumo è un nemico della salute ed in particolare del fegato, dal momento che è il responsabile di un elevato numero di tumori del fegato: in Europa si registrano numerosi casi di questa condizione patologica associati alla dipendenza dal tabacco. Tra i diversi studi condotti a livello clinico e sperimentare particolarmente significativo è lo studio condotto dai ricercatori dell’Harvard School of Public Health che hanno rilevato che tra le principali cause che possono comportare l’insorgenza del carcinoma epatocellulare sono da ascrivere al fumo di tabacco, seguono nella classifica stilata dai ricercatori altri fattori eziologici quali: l’epatite C, l’obesità, l’epatite B, l’assunzione eccessiva di alcol. Anche altri studi condotti di recente a livello internazionale hanno rilevato che sussiste una stretta relazione fra fumo e tumore del fegato, ma nonostante queste evenienze non ci sono prove certe che attestino che il fumo sia di per sé un fattore di rischio per i tumori del fegato. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Tumore al fegato forme e sintomi. Continue reading

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Tumore al fegato forme e sintomi

Tumore al fegato sintomi

In presenza di formazioni neoplastiche può essere diagnosticato il tumore al fegato, chiamato anche epatocarcinoma, una patologia molto pericolosa che spesso causa il decesso del paziente. In ambito clinico l’epatocarcinoma viene distinto in tipo primario o secondario, detto anche metastasi; nello specifico il tumore primario del fegato può essere causato da diversi fattori eziologici quali: le epatiti croniche, la cirrosi, la familiarità, alcune situazioni ambientali oncogene, il fumo, l’alcol e la droga. Il tumore al fegato di tipo primario colpisce principalmente gli epatociti, che rappresentano le unità funzionali del fegato. Per quanto riguarda il tumore secondario , il suo decorso porta alla metastasi, quello primario quindi si localizza in un’altra parte del corpo, in genere le prime fasi non evidenziano alcuna manifestazione sintomatica, successivamente invece il quadro clinico si aggrava ed il paziente evidenzia diversi disturbi quali: dolore localizzato nella parte superiore dell’addome, ascite oppure ingrossamento del ventre, stanchezza, ittero, febbre, disturbi nella coagulazione, perdita di appetito, nausea, vomito. Per maggiori informazioni si rimanda alla lettura dell’articolo Insufficienza renale cronica deterioramento della funzione renale.

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Colangite eziologia e diagnosi

Colangite: le cause

In presenza di un processo di flogosi dei dotti biliari può svilupparsi la colangite, tra le principali  cause che possono determinare l’insorgenza di tale processo infiammatorio vanno segnalati i casi di ostruzione di diversa natura, lo sviluppo di infezioni batteriche o parassitarie, la coledocolitiasi ossia l’infiammazione dei dotti biliari dovuta a meccanismi autoimmuni. La letteratura clinica distingue diverse tipologie di flogosi dei dotti biliari tra cui la colangite infettiva acuta e la forma cronica, la colangite tossica, la forma chimica e quella allergica. Soffermandosi sulla tipologia acuta infettiva essa viene spesso provocata da alcuni processi ostruttivi che interessano le vie biliari extraepatiche, a cui si accompagna la proliferazione delle colone dei patogeni nella bile; quindi l’eziologia di questa forma di infiammazione dei dotti biliari risulta essere una condizione patologia secondaria strettamente dipendente all’esistenza di altri disturbi che hanno luogo nella sede delle vie biliari extraepatiche come ad esempio: calcolosi, stenosi del coledoco, neoplasie a carico dei dotti biliari, della cistifellea, del pancreas e di altri organi vicini. Altre notizie utili su Valori bilirubina alti: sintomi e condizioni patologiche. Continue reading

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Ittero neonatale: come funziona il metodo Bilistick

Ittero neonatale diagnosi

Vista l’alta incidenza dell’ittero neonatale che si riscontra soprattutto nei neonati pretermine assume un’importanza fondamentale non solo il monitoraggio della bilirubina ematica ma anche il suo adeguato trattamento: se infatti l’iperbilirubinemia non viene trattata prontamente ed in modo appropriato può provocare un danno neurologico permanente ma anche altre conseguenze neurologiche di non poco conto. Assume quindi una valenza significativa la diagnosi dell’iperbilirubinemia grave del neonato a partire dal controllo dei valori alti di bilirubina, dopo questo riscontro in genere il piccolo paziente viene sottoposto a fototerapia oppure all’exanguinotrasfusione, un’eventualità a cui si fa appello nei quadri clinici più preoccupanti. Per il trattamento e la diagnosi dell’itterizia neonatale è stato approntato nel corso del 2004 un vademecum da parte della Società Americana di Pediatria (AAP, American Academy of Pediatrics) che ha dettato alcune linee guida che devono essere adottate negli ospedali, con lo scopo di fornire a tutto il personale medico dei reparti pediatrici la serie di informazioni indispensabili da dover tenere a mente quando ci si trova davanti ad un caso clinico di ittero neonatale. Altre notizie si trovano su Ittero neonatale fototerapia.

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